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Sweet Madness Street

l'AlterBlog

13 luglio
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il 13 alle 13:13

che c’accocchia ‘mo lo squillo?!?!?!?

STATT A CAST’!

 ..
  .
 
e che cazzo :(

09 luglio
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Un anno fa diventavamo campioni del mondo.

Un anno fa, tra le macchine impazzite che scorrazzavano per il paese per festeggiare gli azzurri, rivedevo per l’ultima volta un ragazzo che se ne sarebbe andato la mattina dopo, mentre tornava a casa dopo la notte passata a lavoro, tradito da un colpo di sonno e da un albero troppo grande. Troppo grande persino per lui che era un’armadio di ragazzo.

E la vita finisce così. In un battito d’ali. Un attimo prima ci sei e festeggi il primo mondiale della tua vita e l’attimo dopo quel mondiale è diventato l’ultimo.

Oggi l’Italia è in festa, ricordando quel 9 luglio 2006. E anche io voglio ricordare un amico che se n’è andato troppo presto forse, ma che sicuramente da dove è ora starà festeggiando alla grande, più di noi.

Ciao R. Campione del mondo!!

09 luglio
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elisa.luce
Luce è stata la prima canzone di Elisa in italiano. Ero in pizzeria con i miei quando la Carrà la proclamò vincitrice del festival di Sanremo 2001, andando contro ogni mio infausto pronostico che vedeva il sole e l’azzurro della Giorgina nazionale sul podio.
In effetti a quell’epoca credevo di essere la sola a conoscere ed apprezzare la Toffola
E invece.
Eppure Luce era lontano anni luce, appunto, da Labirinth, Sleeping in your hand, Cure me… Diciamo che al primo ascolto la trovai un po’ nonsadielisa, non fu amore a primo ascolto insomma.
Poi ovviamente ascolta oggi, ascolta domani, ascolta dopodomani, ascolta per un mese di fila riuscii a farmela piacere sul serio. Diciamo che l’avevo sottovalutata e valutata superficialmente, và

Now.
Rivedo per caso, giuro per caso, il video dell’epoca con Paciotti (santo subito).
Nella primissima versione del video, fatto girare per un quindici giorni appena, c’erano la Ely e Paciotti che si strusciavano dall’inizio alla fine sdraiati in pieno bosco. 
Nella versione definitiva, che potete ammirare al link in testa a questo post*, la toffola è incazzata/innamorata con/di Paciotti. E si cercano, si affrontano, si menano, si strusciano in memoria dei bei ricordi, si ri-menano…-No ‘spettate, lo rispiego bene.
Lei è nel bosco, alla ricerca di qualcosa, qualcuno. Presenze.
Lui è nel bosco, la osserva, la spia.
Si vedono.
Lei
ricorda il flash di quel bacio.
E comincia a menarlo!!!!!!!!!
Lottano, si sfiorano, si buttano a terra, lei gli corre dietro e poi
lei lo blocca da dietro, gli mette un braccio attorno al collo costringendolo a stare fermo e gli dice in un orecchio: Mi stai ascoltando ora?

..
.
Ditemi, vi prego ditemi, come faccio a non amarla.

ps.e comunque Paciotti sempre santo subito.

*Socia cambia gestore!

04 luglio
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Risate

Mi ci voleva proprio!!
—> Video bimbo

02 luglio
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In questo periodo un po’ così, un po’ strano, un po’ alternativo, un po’ di merda – diciamolo -,
mi è venuto in mente che vorrei lasciare un segno su questo blog di tutti quei momenti carini, piacevoli, esilaranti, stupendi, eccitanti, significativi passati con personcine in qualche modo speciali.
Così, giusto perchè sono nel pieno delle mie solite crisi esistenziali portate alla ribalta dai cambiamenti repentini.
E ho bisogno di non pensare.

In rigoroso e diplomatico ordine alfabetico.

Alessandro: Una calda – nel senso meteorologico del termine  – mattina foggiana, seduti su una panchina di Parco San Felice, a parlare del più e del meno.
Una bella giornata, una bella Amicizia.

Caterina: Un venerdì pomeriggio di confidenze intime. Due persone di mondi diversi con una sofferenza comune. Quant’è piccolo il mondo.

Desirè: I pomeriggi passati a parlare ore e ore e ore di ragazzi affacciate ciascuna al proprio balcone. Le persone crescono, cambiano, ma a volte tutto quello che si è fatto insieme fino a quel momento è tutto ciò che conta.

Federica: Una sera un po’ alcolica di un giorno da dimenticare. Le sue parole sincere e d’affetto sono quelle che continuo a ripetermi per alzarmi quando mi sveglio con la voglia di rimettermi a dormire per sempre.

Francesca: Le sue lettere e le sue mail – stiamo al passo con i tempi noi – sono sempre una gioia. E’ bello leggere di un’amica che hai visto una sola volta in vita tua e con la quale hai stretto un feeling a pelle. Non capita spesso no? Un colpo di fulmine :D

Francesco: Il mezzo ballo storico della festa del Liceo. Mi ha reso felice, come posso non menzionarlo?

Giusi: E mo come faccio a dirne uno solo?? Di tutte le volte che ci siamo crepate dalle risate ricordo con orgoglio un pomeriggio di marzo in una camera di un albergo sperduto in quel di Sicilia, letteralmente in lacrime per le risate, dopo una singolare telefonata da parte di uno sconosciuto che ci chiese se eravamo provviste di acqua in camera. SO’ COSE.

Lorenzo: La nostra prima videochattata. Io arrabbiata e lui tenerone. Capii che un giorno avrei dovuto sposarlo.

Luca: La festa in classe di fine anno scolastico in quarto superiore. Mi abbracciò in un modo talmente…alla Luca, cioè PICCOLO… che non ho potuto fare a meno di cedere al suo fascino da PETER PAN. SO’ COSE pure queste.

Michele: Scorrazzare con la macchina in giro per il paese cantando a squarciagola Non Amarmi con le voci di Aleandro Baldi e Francesca Alotta.

Potito: 16 luglio 2001. Tra le bancarelle del corso, tra la folla straripante di una festa patronale, schiacciati come sardine l’uno di fronte l’altra. Incrocio di sorrisi e mani che si scontrano per un GimmeFive in sintonia. Voluto. Cercato.

Alcuni di loro ci sono, altri sono spariti, altri ancora ci saranno per sempre, qualcuno l’ho dimenticato.
Ma tutti mi hanno dato qualcosa. Un sorriso,  una parola, un pezzo della loro esistenza.
E per questo li ringrazio. Dal più profondo del cuore.

30 giugno
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Sono nel pieno di una dei miei trucchetti per tenere la mente occupata.
Sto tirando giù un sacco di roba da un mobiletto della cucina.
Mia madre vuole che cerchi un contenitore di vetro, di quelli piccoli, perchè con quelli la roba da mangiare si conserva meglio.
E allora butto tutto fuori. Pentole, contenitori di varia misura, pacchi di tovaglioli, bicchieri di plastica.
Perchè quei cosetti piccoli finiscono sempre dietro dietro, incastrati in quelli più grandi, ben nascosti, impossibili da trovare.

Pause. Flashback.
Preparavo una torta. Distribuivo i piattini e le forchette di plastica.

Stop. Rewind.
Continuo a cercare quel dannatissimo contenitore di vetro. Dove diamine sarà finito?
Sto sudando. Non per il caldo nè l’agitazione.
Ma per lo sforzo mentale che mi provoca il dover allontanare quel ricordo. Una reazione a catena da bloccare in partenza.

Per tenere a bada quel fiume in piena che continua a darmi segnali di pericolo.
Da un momento all’altro potrebbe crollare tutto.
E a quel punto non potrei fare altro che rimanere a guardare lo spettacolo pauroso ed eccitante di un fiume che straripa.
E che inonda tutto. Tutto ciò che importa, tutto ciò che c’è, tutto ciò che mi teneva in piedi.
Le case, le persone, il mondo naturale che mi circonda.
Niente sopravviverebbe a quel fiume che urla tutta la sua potenza, che miete le sue vittime con un sorriso beffardo, lasciando dietro di se solo cadaveri e vuoto.

Pause. Rewind.
<<Mamma, eccolo, era qui dietro alle forchette.>>
 

…ho bisogno di una diga…

25 giugno
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Pensa

Non posso fermarmi. Pulisco casa. Vado a far la spesa. Gioco con Gabriele.
Non posso pensare. Leggo. Scrivo. Scarabocchio.
Non posso stare in silenzio. Accendo la radio. La tv. Il lettore mp3.
Non posso lasciarmi andare.
A niente.

Non
sento
niente
.

21 giugno
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Vecchi diari

"In questi giorni una mia amica ha mandato una e-mail da parte mia a Mike dicendogli "Ti amo tantissimo by Anonima" E’ una pazza.  [...]"

"Luca C.: miiiii quanto mi fa incazzare!!! Sto sempre a litigarci! E’ un…come dico sempre…simpaticone di merda!!
[...]
Giusy S.: è la mia compagna di banca e la mia migliore amica. E’ supersimpaticissima e mi aiuta sempre nei miei problemi di cuore e quando sono depressa. E’ l’unica che riesce a capire i miei cambiamenti d’umore."

" [...] Ho provato a parlargi durante il cambio per educazione fisica ma lui faceva finta di non ascoltarmi e Giusy rompeva perchè dovevo seguirla nel bagno per cambiarci. Che sfiga!! Quando ci si mette la socioletta non c’è niente da fa’: è una cocciuta!!

" [...] Sarà difficile tornare il 16 settembre a scuola e fargli un bel sorriso della serie:  Sono stata male, ma a te non lo darò a vedere. E’ stato un grosso stupido scherzo, una presa per il cuBIIIPlo (che ci metto a fare il BIP se si legge lo stesso culo??) Torna tutto come prima? [...]"

Eh sì.
So’ cose.

18 giugno
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"Dunque: ci sono due topini che guardano il cielo di una notte di estate, passa un pipistrello e un topo dice all’altro: -Guarda, un angelo! -.

Dopo tutto questo tempo ho capito, forse, che cosa voleva dire davvero quella storiella, e cioè, che per quanto schifo faccia la tua vita, puoi comunque sognare di avere un paio d’ali e di volare .

Solo che la parte più difficile rimane staccarsi da terra…"

Il giovane obiettore Walter Verra (Valerio Mastandrea)
TUTTI GIU’ PER TERRA (Tutti Giù Per Terra) di Davide Ferrario, 1997

15 giugno
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Probabilmente è la prima volta che scrivo un post così. O forse ne ho già scritti così, boh.
Non riesco a respirare.
Mi manca l’aria da tre giorni.
Sono tre giorni che mi sveglio la notte presa dal panico.
Stanotte, svegliata di soprassalto, sono scoppiata a piangere. Per un po’. Non per molto.
Era un pianto disperato come non ne ho mai avuti.
Era un pianto rivolto al mio Dio, una supplica, affinchè facesse passare quel dolore tremendo.
Una preghiera per buttare fuori dalla mia vita quegli attimi, vissuti fino in fondo ma che proprio per questo mi violentano il cuore.
Credo anche di averlo detto ad alta voce <<Vai fuori dalla mia vita, vattene>>.
Stupida.
Come se potesse sentirmi.

Tre giorni bruttissimi.
Cominciati con un po’ di imbarazzo e finiti tra l’indifferenza di due freddi baci sulla guancia, di quelli che si danno  così, per dovere.
Otto mesi.
Finiti con un "ciao ragazze, buone vacanze".

Un messaggio. L’ultimo. Una vana speranza di lasciare qualcosa in più.
<<Probabilmente questi tre giorni non ti mancheranno…Però magari otto mesi di odio sono più difficili da dimenticare…! Buon weekend :) >>
Un tentativo altamente disperato di fare dell’ironia su una situazione assurda.
Ma….

You can’t always get what you want.

…Le cose non vanno mai come te le immagini;
non vanno come speri che vadano;

non vanno nemmeno se ti aggrappi alla speranza che, no, non è stato tutto un gioco perverso.

E non riesco nemmeno più a vedere i tasti della tastiera del pc,
non riesco a dare un senso a niente,
non riesco più.

Vattene per favore, vattene.

 

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